Piergiorgio Pescali, il Manifestoî 06/02/1997 Uscito sul Mattino, 6 febbraio 1997
Le condizioni cui sono costretti i lavoratori, il 90% dei quali donne, sono incredibili: sette giorni di lavoro su sette e quattordici ore al giorno per trenta dollari al mese; denudamenti e percosse per chi non ubbidisce alle direttive padronali; nessuna copertura medica o assicurativa; licenziamenti improvvisi per le donne incinte, per i malati e per chiunque non riesca a raggiungere il livello di produzione richiesto; divieto di recarsi alla toilette senza permesso e, come se non bastasse, obbligo di prestare lavoro straordinario gratuito
Le condizioni cui sono costretti i lavoratori, il 90% dei quali donne, sono incredibili: sette giorni di lavoro su sette e quattordici ore al giorno per trenta dollari al mese; denudamenti e percosse per chi non ubbidisce alle direttive padronali; nessuna copertura medica o assicurativa; licenziamenti improvvisi per le donne incinte, per i malati e per chiunque non riesca a raggiungere il livello di produzione richiesto; divieto di recarsi alla toilette senza permesso e, come se non bastasse, obbligo di prestare lavoro straordinario gratuito. Il 10 dicembre scorso tre donne hanno costituito il primo sindacato nazionale. Uno dei primi scioperi ha permesso ai lavoratori della Garment Factory Ltd di ottenere un aumento del salario da 30 a 37 dollari, l’abolizione del lavoro notturno obbligatorio, tre mesi di maternità retribuita al 50% del salario, 47 ore settimanali, ulteriori incnetivi per chi non perde più di 2 giorni lavorativi al mese.