Andrea Cuomo, ཿIl Giornale, 26/8/96; ཿLa Stampa, 27/8/96, 27 agosto 1996
L’onorevole Raffaele Costa, trovandosi a Mosca per Ferragosto, dice di aver constatato di persona che l’ambasciata è rimasta chiusa per dieci giorni
L’onorevole Raffaele Costa, trovandosi a Mosca per Ferragosto, dice di aver constatato di persona che l’ambasciata è rimasta chiusa per dieci giorni. «C’è solo un carabiniere incaricato di rispondere al telefono, il quale fa sapere che non c’è nessuno. Dice anche che, in caso di emergenza, è a disposizione un funzionario, ma, se si chiede di poarlare col funzionario, lo stesso milite avverte che «è a casa». Avendo riferito il fatto ai giornali, e avendolo questi pubblicato, l’ambasciatore italiano a Mosca, Emanuele Scammacca, giudicò il racconto dell’on. Costa sorprendente e precisò che «i giorni di chiusura di detti uffici (cioè dell’ambasciata italia a Mosca - ndr.) sia di fine settimana che non, sono regolati da precise disposizioni e vedono a Mosca in servizio il centralino 24 ore su 24 e reperibili un funzionario e un altro dipendente, i quali hanno costantemente la prossibilità di provvedere ai casi urgenti er di emergenza, mettendosi in contatto con autorità russe e naturalmente il capo missione». Scammacca sostiene anche che «lunedì 19 agosto l’onorevole Costa si è presentato al consolato generale in San Pietroburgo: è stato ricevuto dal console, assistito, ed anche accompagnato all’areoporto». Risposta di Costa: «per dieci giorni, ad agosto, ambasciata e consolati italiani in Russia sono stati chiusi, sbarrati, inaccessibili (anche al telefono) da chiunque: ci sono molti testimoni. I giorni sono: il 3 agosto, il 4, il 10, l’11, il 15, il 17, il 18, il 24, il 25. La chiusura è annunciata fino al 31. Nessun funzionario in quei giorni è stato reperibile nonostante fra mabasciata e consolati operino quasi cento persone. Accompagnato in aeroporto? Meno fantasie? Sonon andato con il bus».