Antonio Cianciullo, ìla Repubblicaî, 7/6/97, 7 giugno 1997
Cucina. Secondo l’’Economist”, la nouvelle cuisine peccando di cerebralismo (insegue infatti un ideale barocco che frappone mille ostacoli tra la natura e il palato), la cucina italiana caratterizzata da «buone materie prime, ricette familiari, sapori netti» sarebbe ora la più popolare nel mondo
Cucina. Secondo l’’Economist”, la nouvelle cuisine peccando di cerebralismo (insegue infatti un ideale barocco che frappone mille ostacoli tra la natura e il palato), la cucina italiana caratterizzata da «buone materie prime, ricette familiari, sapori netti» sarebbe ora la più popolare nel mondo. Rischi che rendono precaria la supremazia della nostra gastronomia: la perdita delle radici che elimina le differenze tra le varie cucine regionali e una «banalizzazione coperta di pretese» a base di salse varie.