ANSA La Stampa, 01/08/1997, 1 agosto 1997
Sono state 23.000 in pochi giorni le telefonate giunte ai centralini delle banche svizzere da parte degli eredi delle vittime dell’Olocausto
Sono state 23.000 in pochi giorni le telefonate giunte ai centralini delle banche svizzere da parte degli eredi delle vittime dell’Olocausto. Rivendicano il diritto sui fondi depositati dai loro parenti ebrei tra il 1943 e il 1945. Sono ben 18.000 gli americani coalizzati per chiedere agli istituti di credito svizzeri la restituzione di beni che essi valutano a non meno di venti miliardi di dollari. Alcuni piccole banche sono già arrivate a confessare di aver devoluto in beneficenza il denaro dei conti ”addormentati’ mentre le più grandi e prestigiose vivono ore d’ansia. Anche i passi diplomatici del governo centrale di Berna riflettono questo nervosismo, discutibile e inopportuno é stato considerato l’intervento dell’ambasciatore svizzero a Washington sui pericoli che il processo civile aperto presso un tribunale di New-York su questa vicenda possa interferire sul lavoro della commissione istituita dalla Confederazione elvetica per fare piena luce sui fondi accesi da cittadini ebraici durante la seconda guerra mondiale.