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 1997  agosto 03 Domenica calendario

Secondo una inchiesta del giornale francese Liberation, Dashiell Hammett, lo scrittore americano che negli anni ’50 era stato l’inventore di un nuovo genere di letteratura poliziesca, è il responsabile dell’assassinio di un attivista sindacale

Secondo una inchiesta del giornale francese Liberation, Dashiell Hammett, lo scrittore americano che negli anni ’50 era stato l’inventore di un nuovo genere di letteratura poliziesca, è il responsabile dell’assassinio di un attivista sindacale. All’epoca dei fatti, il 1917, Hammet era un detective della Pinkerton, agenzia investigativa dai modi spietati e spesso al soldo di politici e industriali del nascente mercato capitalistico statunitense. Frank Litte, così si chiamava la vittima, era il delegato di zona della United Workers of the world, il sindacato dei lavoratori delle miniere, fu trascinato per strada in mutande, attaccato ad un automobile e trascinato per chilometri sul selciato appuntito, evirato e quindi impiccato. Hammet per altro si iscrisse al Partito Comunista Americano e fu spedito 6 mesi in carcere dalla commissione McCarthy Ma Oreste del Buono, uno dei maggiori studiosi italiani di Hammet, non crede all’autenticità di questa accusa che sarebbe il frutto della perfidia del mondo letterario statunitense che non accettò mai l’autore de Falcone maltese nel giro degli scrittori degni di merito . Le stroncature della critica furono spesso accompagnate da accuse personali e si susseguirono ad ogni uscita di romanzo e racconto, Hammet per tutta la sua vita campò vendendo i suoi lavori a riviste di incolto e frettoloso consumo senza mai riuscire ad entrare nelle grazie dei recensori importanti. La scrittura di Hammett aveva restituito il delitto alla sua realtà costituita fatta di gangster e di uomini senza scrupoli che fanno soldi con il gioco d’azzardo e la prostituzione, aveva eliminato dalle trame poliziesche ”pistole intarsiate e veleni tropicali, le morti di lusso”.