Ferdinando Camon, ཿLa Stampa, 02/08/1997, 2 agosto 1997
Ufficiali. «La scuola ufficiali era un collegio di lusso. A Lecce ci facevamo lavare la biancheria dalle donne del luogo, ma ci era proibito incontrarle, il contatto avveniva così: noi deponevamo la nostra biancheria in sacchetti di cotone siglati, sull’erba, in cortile; le donne aspettavano allineate, avanzavano e raccoglievano ciascuna un sacchetto o due; il giorno dopo lo riportavano, lo mettevano per terra, con sopra la biancheria lavata, stirata, e ripiegata e, bene in vista, il biglietto del prezzo; noi facevamo tre passi, lasciavamo per terra i soldi, contati, e ritiravamo la roba
Ufficiali. «La scuola ufficiali era un collegio di lusso. A Lecce ci facevamo lavare la biancheria dalle donne del luogo, ma ci era proibito incontrarle, il contatto avveniva così: noi deponevamo la nostra biancheria in sacchetti di cotone siglati, sull’erba, in cortile; le donne aspettavano allineate, avanzavano e raccoglievano ciascuna un sacchetto o due; il giorno dopo lo riportavano, lo mettevano per terra, con sopra la biancheria lavata, stirata, e ripiegata e, bene in vista, il biglietto del prezzo; noi facevamo tre passi, lasciavamo per terra i soldi, contati, e ritiravamo la roba. In questo modo, suppergiù, avviene lo scambio dei doni tra esploratori e abitanti delle terre più sperdute».