Maria Gilda Lyghounis, ìil Giornaleî, 27/7/97, 27 luglio 1997
Il pope ortodosso padre Anthimios Eleftheriadis, di 60 anni e Katerina Iannakopulu di 42, erano amanti
Il pope ortodosso padre Anthimios Eleftheriadis, di 60 anni e Katerina Iannakopulu di 42, erano amanti. Lui era il venerando sacerdote della chiesa Panaghitsa al Vecchio Falero, sobborgo chic di Atene. Il gioco erotico che preferivano consisteva nel vederlo scendere le scale della casa nella quale si incontravano. Lei stava a guardarlo. La tonaca nera svolazzante, il cappello rigido sul capo, la lunga barba bianca e la croce d’argento al collo. Arrivato in fondo andava al chiosco davanti casa e comprava i profilattici, poi facevano l’amore. La loro relazione era clandestina. I pope ortodossi possono sposarsi, ma solo prima di essere ordinati sacerdoti, però i coniugati non possono fare carriera. Certamente non possono avere relazioni con donne sposate, e Katerina lo era, con un ignaro Giorgio, ed aveva anche un figlio adolescente. Era il 1989 quando la loro storia iniziò, durò per cinque anni. Nel 1994 padre Anthimios accettò un trasferimento in Inghilterra. L’incarico prestigioso, archimandrita della chiesa di San Nicola. Lasciò l’amante senza tanti complimenti. Ebbe però cura di intestarle la proprietà della casa nella quale si incontravano. Nel testamento fece aggiungere la motivazione: ”per pagare un vecchio debito”. Katerina riprese la vita di sempre con la famiglia, ma covava vendetta. Martedì 22 luglio, dopo aver saputo che lui era tornato in Grecia per le vacanze senza nemmeno avvertirla, lo ha atteso davanti a casa. Appena è uscito gli si é parata davanti: era completamente vestita di cuoio nero. In mano una 7,65 comprata illegalmente. Gli ha sparato quattro colpi che lo hanno freddato. E’ poi fuggita con l’auto che si era fatta prestare dal cognato, in tasca il passaporto, pronta ad espatriare. Ha poi avuto un crollo nervoso. L’hanno trovata che vagava in bicicletta nello spiazzo davanti un monastero.