Anna Guaita, ìIl Messaggeroî, 28/7/97, 28 luglio 1997
Michael Eugene Burden, membro del Ku Klux Klan. Insieme a John Howard, uno dei capi locali dell’associazione razzista, aprì a Laurens, Carolina del Sud, il ”Redneck Shop”
Michael Eugene Burden, membro del Ku Klux Klan. Insieme a John Howard, uno dei capi locali dell’associazione razzista, aprì a Laurens, Carolina del Sud, il ”Redneck Shop”. I ”redneck” sono i bianchi razzisti del sud degli Stati Uniti. Era un vero e proprio museo del Kkk, cappucci, foto di linciaggi, magliette con scritte razziste. I bianchi della cittadina ne furono orgogliosi, arrivarono anche molti turisti, razzisti. I neri e gli attivisti per la parità dei diritti organizzarono manifestazioni di protesta. Uno di loro un giorno sfondò le vetrine del negozio museo con un furgone. Fra le persone che aiutarono Michael a pulire c’era anche Judy Harbeson. Lei era assolutamente contraria alle sue idee razziste, ma se ne era innamorata. Iniziò a parlargli, anche lui si innamorò. Decise di abbandonare il Kkk e chiudere il museo. Da allora, i razzisti del paese presero a minacciarlo. Poi il suo ex socio gli fece causa e il Kkk lo fece sfrattare da casa. Nessuno volle più dargli lavoro: per i bianchi di Laurens, Carolina del Sud, era un traditore. I neri della città invece lo adottarono e lo protessero dalle aggressioni degli ex amici. Vive con loro, insieme a Judy, e parla in chiesa della sua conversione.