ཿCorriere della Sera, 05/09/1996, 5 settembre 1996
Pirandello. «Vi basti sapere questo, Jenny, che se io fossi un orafo di molta fama, vorrei spendere i dì più belli della mia vita e tutto l’ingegno mio a lavorare un solo e meraviglioso anello d’oro; e che se io fossi un artefice di numi, ritrarrei nel marmo le vostre mani e le darei a Venere celeste» (passo di una lettera datata ”Agrigento, 9 maggio 1891” e scritta da Pirandello a Jenny Schulz-Lander, figlia della padrona di casa in cui lo scrittore ventiquattrenne aveva abitato durante il suo soggiorno di studi all’università di Bonn)
Pirandello. «Vi basti sapere questo, Jenny, che se io fossi un orafo di molta fama, vorrei spendere i dì più belli della mia vita e tutto l’ingegno mio a lavorare un solo e meraviglioso anello d’oro; e che se io fossi un artefice di numi, ritrarrei nel marmo le vostre mani e le darei a Venere celeste» (passo di una lettera datata ”Agrigento, 9 maggio 1891” e scritta da Pirandello a Jenny Schulz-Lander, figlia della padrona di casa in cui lo scrittore ventiquattrenne aveva abitato durante il suo soggiorno di studi all’università di Bonn).