Giovanni Egidio, La Repubblica, 05/11/1996, 5 novembre 1996
Sofferente d’amore, il goleador del Bologna Carletto Nervo alla vigilia della partita con la Roma consegna il suo disperato appello in stile Stranamore ai cronisti, sperando in questo modo di riconquistare l’amata Elisabetta Gazzi che dopo quattro anni gli ha detto addio
Sofferente d’amore, il goleador del Bologna Carletto Nervo alla vigilia della partita con la Roma consegna il suo disperato appello in stile Stranamore ai cronisti, sperando in questo modo di riconquistare l’amata Elisabetta Gazzi che dopo quattro anni gli ha detto addio. Trovandosi sbattuta nelle pagine sportive l’Elisabetta, anziché gioire per tanta devozione, si chiude in un indispettito rifiuto, sbattendo il telefono in faccia a tutte le fameliche trasmissioni (da Verissimo della Parodi a Uomini e donne della De Filippi) che la imploravano per un’ospitata in tivvù. Venticinque anni lui, 24 lei, i due si erano conosciuti quando il calciatore giocava in C1 nel Mantova ed era una brillante promessa. Erano rimasti insieme anche quando Carlo era andato a Bologna a far carriera, facendosi apprezzare perché faceva tanti gol. Poi i primi problemi sentimentali e la decisione di lei, di chiudere la relazione, comunicata proprio alla vigilia dell’incontro con la Roma. Commento dell’allenatore del Bologna Renzo Ulivieri, una gran fama da sciupafemmine: «Benedetta ragazza, ma non gliel’ha insegnato nessuno che i calciatori non si lasciano mai il sabato, prima della partita? Certe cose si fanno il lunedì o il martedì, massimo il mercoledì».