Eva Cantarella, "Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia", Feltrinelli, 1 giugno 1998
«Per capire il matrimonio romano bisogna entrare nell’ottica del matrimonio come accordo-alleanza tra due famiglie, concluso per ragioni di volta in volta economiche, sociali e politiche (se non per tutte queste ragioni messe insieme), e del dovere civico di organizzare, all’interno di questi accordi, una ordinata e razionale riproduzione dei gruppi familiari
«Per capire il matrimonio romano bisogna entrare nell’ottica del matrimonio come accordo-alleanza tra due famiglie, concluso per ragioni di volta in volta economiche, sociali e politiche (se non per tutte queste ragioni messe insieme), e del dovere civico di organizzare, all’interno di questi accordi, una ordinata e razionale riproduzione dei gruppi familiari. Secondo Y. Thomas ”in mancanza di più sofisticate tecnologie, i romani avevano inventato una pratica che consentiva di realizzare i risultati oggi raggiunti dall’affitto dell’utero"».