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 1998  settembre 03 Giovedì calendario

Suor Benedetta, che da laica correva in motocicletta, ha avuto due storie d’amore e voleva iscriversi a medicina, esalta la sua scelta di vivere in clausura nel Convento delle carmelitane scalze a Roma e la paragona con la vita di chi sta fuori: «Hanno tutti un’espressione di sofferenza

Suor Benedetta, che da laica correva in motocicletta, ha avuto due storie d’amore e voleva iscriversi a medicina, esalta la sua scelta di vivere in clausura nel Convento delle carmelitane scalze a Roma e la paragona con la vita di chi sta fuori: «Hanno tutti un’espressione di sofferenza. Chi corre perché ha fretta, chi si arrabbia per un nonnulla. No, la vita vera non è quella all’esterno di noi, ma quella che siamo in grado di costruirci internamente. Io mi ritengo una persona fortunata» Ripensamenti? «Quando stavo per prendere i voti una psicologa mi fece dei test e concluse che sbagliavo, secondo lei stavo solo fuggendo da qualcosa. Però la psicologa, che si stava sposando, si è separata dopo tre mesi. Mentre io, dopo 20 anni, sono ancora qui».