Corriere della Sera 3/9/98, 3 settembre 1998
Cos’hanno in comune Rupert Murdoch e Leo Kirch? Almeno una cosa: la passione per la musica operistica
Cos’hanno in comune Rupert Murdoch e Leo Kirch? Almeno una cosa: la passione per la musica operistica. Una mania pienamente condivisa al vertice di Mediaset. Tutti sanno infatti che Fedele Confalonieri è un accanito melomane, per di più presidente della Filarmonica della Scala. E’ da qui che viene fuori il nome ”Traviata” per il loro piano di televisione digitale (e altro) paneuropea. Di che cosa si tratta? Tutto nasce dalla débacle di Kirch, il cui impero multimediale si trova in cattive acque: la sua neonata tv digitale Df1 si è rivelata un flop, il tentativo di salvarla attraverso una fusione con l’emittente Première è naufragato per il veto della Commissione europea, persino la sua quota azionaria nella prestigiosa casa editrice Axel Springer è almeno in parte inutilizzabile, visto che i titoli sono in mano alla Deutsche Bank come garanzia per i debiti di Kirch. E quanto siano in realtà questi debiti nessuno lo sa. Quello di Kirch è un impero privato denso di misteri. Rimettere ordine nei conti e renderli ”trasparenti” è dunque il primo obiettivo. Ed è qui che entrano in scena gli altri partner di ”Traviata”. Si tratta di un ingresso nel ”nuovo” gruppo Kirch con una quota complessiva per Murdoch (attraverso il suo gruppo britannico BSkyB), Berlusconi e il principe saudita Al Waleed pari ad almeno il 20%, se non più. I tre potrebbero mettere sul piatto 2 miliardi di dollari: uno Murdoch, 600 milioni Berlusconi e 400 milioni Al Waleed.