Stefano Trincia, ìIl Messaggeroî, 24/7/97, 24 luglio 1997
A proposto dell’assenza di segnali inflattivi in un’economia surriscaldata come quella americana
A proposto dell’assenza di segnali inflattivi in un’economia surriscaldata come quella americana. «Non mi sembra una contraddizione. Perché due fattori contribuisono a tenerla a bada. Innanzitutto la fine del movimento sindacale Usa che, dopo una ristrutturazione feroce, ha di fatto abbandonato la battaglia per il salario. L’enorme flessibilità del mercato del lavoro vuol dire profitti in crescita per le aziende, dieci milioni di posti di lavoro in più, come dice Clinton, che sono in realtà lavori temporanei pagati male. Il secondo elemento è la globalizzazione dell’economia, che consente di raffreddare dall’estero eventuali fiammate interne». Perché lei crede che il boom non potrà durare? «Perché le sperequazioni sono fortissime, continua ad arricchirsi il 10 per cento della popolazione Usa, la più abbiente, mentre classe media e poveri vedono ulteriormente ridurre i propri margini» (intervista a John Kenneth Galbraith).