Marco Ansaldo, ìLa Stampaî 07/09/1998, 7 settembre 1998
Il presidente dell’Inter Moratti negò un premio di poche centinaia di mila lire ad un dipendente, ma non esitò ad offrire 400 milioni ad un calciatore appena acquistato per rendergli più piacevole il trasferimento
Il presidente dell’Inter Moratti negò un premio di poche centinaia di mila lire ad un dipendente, ma non esitò ad offrire 400 milioni ad un calciatore appena acquistato per rendergli più piacevole il trasferimento. La strategia industriale del pallone è di spendere tanto per ottenere grandi introiti. Possedere una squadra di serie A è per molti imprenditori un modo per uscire dai salotti esclusivi della finanza: Gaucci, che si occupa di pulizie industriali, è diventato famoso grazie al Perugia, i Garilli, leader nella distribuzione del metano, grazie al Piacenza, Gazzoni Frascara, che ha venduto l’Idrolitina e oggi produce articoli sanitari e possiede tv private, grazie al Bologna. Il presidente della Roma Sensi ha speso più di cento miliardi per la Roma, ma è criticato dai tifosi per la sua incapacità di ingaggiare i campioni che spesso gli soffia il collega della Lazio Cragnotti. Secondo Massimo Moratti, tra i presidenti del calcio c’è comprensione reciproca perché: « come se avessimo tutti un’amante segreta».