Gianni Merlo, La Gazzetta Sportiva, 06/09/1998 Claudio Colombo, Corriere della Sera 06/09/1998, 6 settembre 1998
La finale del Grand Prix ’98 a Mosca ha fruttato alla ventiduenne Marion Jones più di un miliardo di lire tra jackpot (il premio di un milione di dollari riservato ai vincitori di tutte le sette prove della competizione; la Jones lo ha diviso con il marocchino Hicham El Guerrouj, che non ha mai perso nei 1
La finale del Grand Prix ’98 a Mosca ha fruttato alla ventiduenne Marion Jones più di un miliardo di lire tra jackpot (il premio di un milione di dollari riservato ai vincitori di tutte le sette prove della competizione; la Jones lo ha diviso con il marocchino Hicham El Guerrouj, che non ha mai perso nei 1.500, e con l’etiope Haile Gebrselassie, dominatore assoluto dei 3.000 e dei 5.000), classifica generale del Grand Prix ed i successi nei 100 metri e nel salto in lungo. «Sono felice di ritrovarmi con tutti questi soldi: tra due mesi mi sposo e ne ho bisogno. Certo non li darò in beneficenza», ha detto la Jones in una delle poche conferenze stampa ufficiali non disertate. Il fortunato è C. J. Hunter, un mediocre ma monumentale pesista che non la lascia mai sola. In questa stagione, l’atleta americana ha disputato trentotto gare, fra sprint e lungo, vincendole tutte. A Mosca ha corso i 100 in 10”82 (nessuna concorrente si è congratulata con lei alla fine della gara) ed ha saltato in lungo 7 metri e 13 (Fiona May, terza, si è fermata a 6.89).