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 1998  settembre 05 Sabato calendario

I Maya, tra i quali non ci fu mai un impero, inventarono un calendario solare più esatto del nostro ed aggiunsero ai numeri lo zero, rappresentato con l’immagine di una conchiglia, mille anni prima degli indiani, dai quali l’invenzione passò agli arabi e quindi in Europa, ma furono anche valenti guerrieri e buoni coltivatori di mais, fagioli, zucche e peperoncino

I Maya, tra i quali non ci fu mai un impero, inventarono un calendario solare più esatto del nostro ed aggiunsero ai numeri lo zero, rappresentato con l’immagine di una conchiglia, mille anni prima degli indiani, dai quali l’invenzione passò agli arabi e quindi in Europa, ma furono anche valenti guerrieri e buoni coltivatori di mais, fagioli, zucche e peperoncino. I cavalli erano sconosciuti e le armi principali erano le mazze e i dardi scagliati col propulsore (l’arco venne introdotto in epoca tarda). I soli metalli conosciuti erano i piccoli monili di rame e oro importati da altre regioni. L’attività degli artisti, spesso appartenenti alla nobiltà, era ritenuta collegata alle forze sacre della creazione e per questo tenuta in grande considerazione. I pittori erano nello stesso tempo anche scrittori. Durante le cerimonie religiose, i sacerdoti fumavano sigari o sigarette ottenuti arrotolando foglie di tabacco. I prigionieri venivano torturati e uccisi perché si riteneva che il loro sangue servisse a restituire agli dei il sangue versato al momento della Creazione. Anche l’autosacrificio, o salasso, era molto diffuso, soprattutto tra i re, che si perforavano il pene con spine di agave in modo da indebolirsi e raggiungere prima gli stadi di trance che la cerimonia sacra prevedeva, e tra le donne, che si facevano passare attraverso un foro nella lingua fili guarniti di spine. Una delle principali attività rituali era il gioco della palla: usando solo gomiti, ginocchia e anche, si doveva cercare di non far cadere una sfera di caucciù che simboleggiava il Sole. Dopo una guerra vinta il re sfidava il capo dei nemici, e se l’avversario perdeva veniva giustiziato, perché si credeva che gli dei non fossero immortali, ma avessero bisogno di essere alimentati con sacrifici, e che i re costituissero offerte particolarmente gradite. I Maya esistono ancora: si tratta di sei milioni di Amerindi che, divisi in trenta comunità, vivono in Guatemala, Messico, Belize, Honduras, Salvador e Nicaragua, parlano lingue diverse, sono cattolici, ma praticano anche riti pagani connessi all’agricoltura.