Caterina Gromis di Trana, ìLa Stampaî 09/09/1998, 9 settembre 1998
I calabroni fondano società annue affidate ad una sola femmina, unica madre, che inizia la costruzione del nido e continua il lavoro fino al momento in cui le prime figlie operaie sono in grado di alleviarle la fatica e di immolarsi per il bene della famiglia, lasciando a lei il compito di continuare a produrre uova
I calabroni fondano società annue affidate ad una sola femmina, unica madre, che inizia la costruzione del nido e continua il lavoro fino al momento in cui le prime figlie operaie sono in grado di alleviarle la fatica e di immolarsi per il bene della famiglia, lasciando a lei il compito di continuare a produrre uova. Le larve delle vergini operaie raggiungono la maturità verso la metà dell’estate, dopo aver subito tre mute. A fine estate la madre deposita le uova da cui nascono le femmine fertili e quelle da cui nascono i maschi. In autunno ci sono gli accoppiamenti ed alla fine dell’inverno muiono tutti i maschi e quasi tutte le operaie e sopravvivono solo alcune delle femmine fecondate, le quali fonderanno nuove società. Il calabrone è fornito di un veleno che può provocare anche la morte: estremamente pericolose le femmine operaie, più aggressive, più numerose e più attive dei maschi e delle femmine fertili.