Luciano Gallino, La Stampa 03/09/1998, 3 settembre 1998
Occupazioni. 3 settembre: Luciano Gallino scrive sulla ”Stampa” che tra le voci di costo dell’ingresso italiano in Uem va registrata la diminuzione degli occupati
Occupazioni. 3 settembre: Luciano Gallino scrive sulla ”Stampa” che tra le voci di costo dell’ingresso italiano in Uem va registrata la diminuzione degli occupati. Dati Istat alla mano: tra il 1992 e il 1995 «l’occupazione rilevata in Italia si è ridotta di 1 milione 300 mila unità, pari a oltre il 6 per cento della popolazione in condizione professionale». 8 settembre: Carlo Azeglio Ciampi interviene sull’editoriale piemontese per correggere i dati forniti dal «professor Gallino»: dall’ottobre ’92 in poi l’Istat ha cambiato metodo nella rilevazione dei dati sull’occupazione, rendendo impossibile il confronto con i dati raccolti prima di quel periodo. La dinamica dell’occupazione va valutata a partire dall’ottobre ’92, non prima: da allora la diminuzione degli occupati è stata di 600 mila unità. 9 settembre: Gallino difende i suoi dati. Ciampi avrebbe trascurato una «colonnina» di 390.000 occupati «non dichiarati» registrati dall’Istat a fianco degli occupati «dichiarati»: aggiunti ai 600.000 di Ciampi farebbe un milione. Ma nemmeno questo questo dato sarebbe corretto perché non si riferisce alle medie annuali delle rilevazioni Istat. Tra un trimestre e l’altro si registrano variazioni di centinaia di migliaia di unità: bisogna partire da gennaio e non da ottobre. Risultato: dal ’92 al ’95 sono «scomparse» dalle rilevazioni Istat 1.600 unità lavorative. Il cambiamento decisivo del metodo (’frattura nella serie”) ai fini del confronto dei dati si è verificato all’inizio sel 1993 e non a ottobre’92: allora l’Istat ha elevato da 14 a 15 anni l’età in cui un individuo raggunge l’età lavorativa. 1.600 meno 300.000 quttordicenni, che non vanno più contati, fa: 1.300.000 occupati in meno. c.v.d. 11 settembre: ”La Stampa” pubblica la lettera di Donato Speroni, responsabile della comunicazione e dell’immagine Istat, che dà ragione a Ciampi. I cambiamenti metodologici apportati in occasione della rilevazione di ottobre ’92 sono stati tali e tanti da rendere impossibile un confronto basato sulle medie annuali a partire dall’inizio del 1992: «l’adozione di nuove definizioni per la popolazione in età lavorativa (con eliminazione da questo aggregato dei quattordicenni) e per le persone in cerca di lavoro (con l’esclusione dall’aggregato di chi non ha effettuato concrete azioni di ricerca di lavoro nei 30 giorni che precedono l’intervista); l’adozione di un nuovo questionario e di una nuova classificazione degli occupati per settore di attività economica; l’introduzione di una nuova procedura di controllo e correzione degli errori; la modifica dela popolazione di riferimento a seguito della revisione al ribasso dei dati anagrafici (per circa un milione di unità) operata dal cesimento della popolazione del 1991”. Di seguito la risposta di Gallino, che ricorre all’argomento autoritario: la Banca d’Italia la pensa come lui. «Nei soli anni ’92 e ’93» c’è stata una riduzione di un milione 250 mila unità. Più di quello che Gallino voleva dimostrare.