Vincenzo Cerami, ìla Repubblicaî 11/9/98, 12 settembre 1998
Benito Mussolini e l’amante Claretta Petacci: uccisi sul lungolago di Como il pomeriggio del 28 aprile 1945
Benito Mussolini e l’amante Claretta Petacci: uccisi sul lungolago di Como il pomeriggio del 28 aprile 1945. I corpi furono trasportati a piazzale Loreto, a Milano (dove già erano stati esposti i partigiani uccisi dai fascisti), gettati prima sul marciapiede, poi appesi per i piedi ai tralicci di una stazione di benzina. In mifgliaia accorsero. Una donna sparò sulla salma del duce, donne e uomini la presero a calci, riducendo la blindatura cranica di Mussolini a una massa informe di ossa rotte e di materia cerebrale fuoriuscita dal cranio. Qualcuno orinò sopra i morti. Per ordine degli americani il corpo ridotto a carne da macello fu traslato all’obitorio comunale, dove fu aperto coi bisturi sotto l’obiettivo dei fotografi. La sua carcassa, chiusa in una cassa di legno, finì sepolta nel cimitero di Musocco, lungo la ferrovia Milano-Torino, senza lapide. Nella notte del 23 aprile 1946 un camerata di nome Leccisi con l’aiuto di due giovani, individuata la fossa nel campo 16, trafugò quello che restava del suo cadavere per nasconderlo dopo vari trasferimenti nel convento francescano di Sant’Angelo. La mattina trovarono ai piedi della fontanella del campo 16 due dita del cadavere cadute durante il trasferimento e altre tracce di materia umana in decomposizione. Lo spirito del dittatore era tornato a risvegliare paure antiche.