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 1998  settembre 12 Sabato calendario

Rapporto Starr. C’è una possibilità su 7.870 miliardi che la macchia di sperma sul vestito blu di Monica Lewinsky non provenga dal presidente Clinton, tutto è cominciato tra loro nello Studio Ovale della Casa Bianca la sera del 15 novembre 1995, già la prima volta, mentre lei si chinava tra le sue gambe, lui rispondeva alla telefonata di un senatore, una volta lui le ha inserito un sigaro nella vagina, hanno fatto sesso orale anche davanti ad una pizza fumante (con la segretaria che apriva la porta annunciando: «Sir, ecco la ragazza con la pizza»), lui l’ha toccata qua e là provocandole due orgasmi, hanno fatto sesso al telefono 15 volte (in un’occasione lui si è addormentato durante la conversazione), lui la chiamava ”Baby” e ”Dolcezza” lei lo chiamava ”Bello”

Rapporto Starr. C’è una possibilità su 7.870 miliardi che la macchia di sperma sul vestito blu di Monica Lewinsky non provenga dal presidente Clinton, tutto è cominciato tra loro nello Studio Ovale della Casa Bianca la sera del 15 novembre 1995, già la prima volta, mentre lei si chinava tra le sue gambe, lui rispondeva alla telefonata di un senatore, una volta lui le ha inserito un sigaro nella vagina, hanno fatto sesso orale anche davanti ad una pizza fumante (con la segretaria che apriva la porta annunciando: «Sir, ecco la ragazza con la pizza»), lui l’ha toccata qua e là provocandole due orgasmi, hanno fatto sesso al telefono 15 volte (in un’occasione lui si è addormentato durante la conversazione), lui la chiamava ”Baby” e ”Dolcezza” lei lo chiamava ”Bello”. Le prime volte, lei doveva ricordargli il suo nome perché aveva l’impressione che il presidente lo dimenticasse e quando gli praticava sesso orale lui si fermava prima del momento culminante perché non si fidava. L’aspetto emotivo del rapporto iniziò a svilupparsi dopo l’inizio degli incontri sessuali. «Non mi sarei mai aspettata di innamorarmi del presidente. A volte pensai che anche lui mi amasse». L’ultimo incontro ebbe luogo il 29 marzo 1997: secondo una prassi ormai consolidata cominciò con un profondo bacio, e dopo essersi toccati a vicenda i genitali, lei gli praticò il sesso orale. La Lewinsky e il presidente si sono scambiati 48 regali: tra i 30 che fece lei a lui, una poesia incorniciata per celebrare la ”giornata del capo”, sei cravatte, un fermacarte antico che rappresentava la Casa Bianca, un paio di occhiali da sole, un libro di citazioni umoristiche, tra i 18 fatti da lui a lei, una collana, un orsetto di marmo, una coperta e un’edizione limitata di Foglie d’erba. Alle 445 pagine di Starr, i legali di Clinton hanno risposto con un contro-dossier di 73 pagine firmato da David Kendall e Charles Ruff che smonta punto per punto l’accusa. «Il Presidente ha preso atto del suo grave errore e ha chiesto scusa agli amici, alla famiglia e alla nazione», si legge nel documento, «ma il suo errore privato non è punibile con l’impeachment perchè una relazione fuori dal matrimonio è sbagliata ma non costituisce crimine né reato minore. La costituzione sancisce chiaramente che il Congresso può incriminare solo per tradimento della nazione, corruzione e gravi crimini simili». Clinton ha ammesso una relazione «impropria» con la Lewinsky. Il resto sarebbero «luride e salaci accuse che vogliono solo umiliare il presidente e costringerlo alle dimissioni». I quattro anni e mezzo di indagini del procuratore Starr, prima sullo scandalo Whitewater e poi sul Sexgate, sono costati 50 milioni di dollari (85 miliardi di lire).