Geoffrey Parker, "Un solo re, un solo impero. Filippo II di Spagna", Il Mulino 1998, 15 settembre 1998
Calligrafia di Filippo II, illeggibile, contorta e sempre peggiore col passar degli anni. In una lettera del ’16: ancora regolare, ma già con le parole drasticamente abbreviate e con le righe che si sovrappongono
Calligrafia di Filippo II, illeggibile, contorta e sempre peggiore col passar degli anni. In una lettera del ’16: ancora regolare, ma già con le parole drasticamente abbreviate e con le righe che si sovrappongono. In un’altra lettera (scritta a trent’anni) questi difetti già giunti alla loro dimensione parossistica. Ragioni: l’artrite che lo colpì al braccio destro e una vista probabilmente debole. Non si sa se abbia mai portato occhiali da vista, anche se si sa che aveva «occhiali da viaggio». Del resto, al suo tempo, non sapendosi ancora molare le lenti, pochissimi usavano gli occhiali da vista. A scrivere era lento. Sappiamo che l’11 aprile del 1578 iniziò a scrivere una nota per il segretario Matteo Vazquez «appena passate le nove di sera» e che stava ancora scrivendo quando l’orologio battè le dieci. Parole scritte in un’ora: 450 (2700 battute) per due facciate e mezza. Geoffrey Parker Un solo re, un solo impero.