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 1998  settembre 15 Martedì calendario

Carlo V compose quattro serie di istruzioni per il figlio Filippo II. Le più importanti sono quelle del 1543

Carlo V compose quattro serie di istruzioni per il figlio Filippo II. Le più importanti sono quelle del 1543. Per esempio: «Tratta gli affari di stato con molte persone e non legarti o farti dipendente di una sola persona, perché la cosa, se può far risparmiare tempo, non porta a buon fine». «’Quando stai con tua moglie [...] sta attento a non fare inizialmente eccessi di sorta, per non procurarti un danno fisico, dato che oltre il fatto che [l’amplesso] può essere nocivo sia allo sviluppo del corpo sia alle forze fisiche, spesso poi insinua una tale debolezza da rendere sterili e potrebbe anche farti morire”. Filippo doveva poi ricordare che non si sposava per godere dei piaceri sessuali, ma per mettere al mondo degli eredi. E ”per questo motivo devi stare molto attento quando sei con tua moglie. E poiché la cosa riesce un po’ difficile, il rimedio è di tenerti lontano da lei il più possibile. E così ti prego e ti consiglio ardentemente che, appena avrai consumato il matrimonio, tu lasci con qualche pretesto la tua sposa e non faccia ritorno a visitarla né troppo presto né troppo spesso; e quando vi torni la cosa duri poco tempo”». Affidata la nuora (la cugina Maria Manuela di Portogallo) ai parenti, Carlo V intimò «che la tenessero lontano dal principe, fatta eccezione dei momenti in cui la sua vita e la sua salute possono reggere» i rapporti maritali. Carlo V continuò poi a dar consigli e di fatto a dirigere il figlio anche dopo l’abdicazione e fino al 1598. L’ultima carta dice: «L’andar in volta per li Regni per solo diporto non è utile né decente, e per visitarli e provederli da loro bisogni, non è necessario al principe». Alle istruzioni relative ai contatti con la moglie, Filippo II si tenne fedele: la prima, Maria del Portogallo, morì due anni dopo il matrimonio avendogli dato il figlio Don Carlos: il re la trattava con tale freddezza che ne fu rimproverato dallo stesso Carlo V. Accanto alla seconda, Elisabetta di Valois figlia di Caterina de’ Medici, passò non più di 15 mesi su quattro anni di matrimonio. Idem con la terza, Anna d’Austria (dopo un periodo di convivenza di quattro mesi, i rapporti si diradarono. Il re andava a trovarla di notte, ad ore fisse).