Geoffrey Parker, "Un solo re, un solo impero. Filippo II di Spagna", Il Mulino 1998, 15 settembre 1998
«Nel maggio del 1595 gli venne una febbre che gli durò ben trenta giorni. Dopo quella malattia il re trascorse la maggior parte del tempo che gli restava da vivere nell’equivalente cinquecentesco di una attuale sedia a rotelle
«Nel maggio del 1595 gli venne una febbre che gli durò ben trenta giorni. Dopo quella malattia il re trascorse la maggior parte del tempo che gli restava da vivere nell’equivalente cinquecentesco di una attuale sedia a rotelle. Si trattava di una specie di sofà o lettuccio, che si poteva alzare verticalmente o porre in posizione orizzontale, lungo più di due metri e largo quasi un metro, fornito di un materasso di crine. Il re sedeva, mangiava e dormiva in quel letto mobile, portando indumenti comodi che non gli stringessero le articolazioni affette da artrite. L’unico guaio di quel giaciglio era il suo enorme peso, che rendeva difficile spostarlo. Nell’agosto del 1596 capitò un disastro. Infatti il re stava prendendo un pasto in una casa contadina mentre era in viaggio per l’Escuriale, quando scoppiò d’improvviso un temporale. L’acqua cadeva così forte da trapassare il tetto della casa e ben presto la stanza dove stava il re, sdraiato nel suo lettuccio, fu tutta inondata. L’acqua salì fino a raggiungere il re all’altezza della cintura, ma il suo giaciglio era troppo pesante da muovere e il re era troppo debole e pieno di dolore per alzarsi. Così dovette attendere tutto ammollato che la pioggia cessasse e l’acqua si ritraesse». Dopo quest’avventura gli venne costruito il lettuccio portatile da invalido che si vede all’Escuriale sul quale passo gli ultimi tre anni della sua vita.