Luigi Garlando, La Gazzetta dello Sport 12/09/1998, 12 settembre 1998
Zinedine Zidane lasciò Marsiglia per il Centro di Formazione di Cannes a tredici anni. Jean Varraud, all’epoca osservatore del Cannes: «Un giorno andai a Aix-en-Provence per vedere un ragazzino promettente, si chiamava Monachino
Zinedine Zidane lasciò Marsiglia per il Centro di Formazione di Cannes a tredici anni. Jean Varraud, all’epoca osservatore del Cannes: «Un giorno andai a Aix-en-Provence per vedere un ragazzino promettente, si chiamava Monachino. Selezione del Mediterraneo contro il Marsiglia. Monachino non giocò, al suo posto col numero 11 giocò Yazid (così chiamano ancora oggi Zidane a Cannes ed a Marsiglia), che saltò la seconda frazione e rientrò nella terza, come libero. Da libero giocò esattamente come da ala: dribblando tutti quelli che incontrava. Presero un paio di gol per colpa sua. Alla fine attraversai il campo e dissi: ”Mi interessa quel ragazzo”. Risposta: ”Se lo può prendere anche subito, è troppo violento”. Non era un violento, era un guerriero di calcio da strada. A me interessavano la qualità, i piedi, che erano già come quelli di adesso. Usava poco testa e sinistro, ma il destro passava da una parte all’altra del pallone ad una velocità impressionante. Incredibilmente nessuno se ne era accorto». Varraud conserva in una cartelletta di pelle nera due reperti: una foto e un articolo della rivista ”Onze”. La foto ritrae Zidane e altri ragazzini insieme a Michel Platini: «Era uno stage a pagamento. Madame Zidane s’infuriò perché trovare quei soldi non era stato facile e nessuno aveva notato suo figlio. Non lo avevano preso». Nell’articolo Platini dice: «Non credo che Zidane sarà il nuovo Platini: io ero più concreto, i suoi gol sono eccezioni». Qualche riga più sotto, invece, Varraud dice: «Zidane ha tutto per diventare il numero uno: vedrete». Monsieur Elineau, che lo ospitò nella sua casa di Cannes, ricorda che Yazid mangiava sempre patatine e patatine fritte, e che un dirigente del Cannes gli disse: ”Che fai? Ti metti a casa un arabo». Ancora Varraud: «Durante un Nizza-Cannes, Zidane attraversò il campo camminando tranquillo per andare a stendere un avversario con una testata. Gli chiedevamo di non difendere, altrimenti abbatteva chi passava». Zidane esordì col Cannes in prima divisione a diciassette anni, il 20 maggio 1989. All’esordio in nazionale con la Cecoslovacchia, segnò i due gol, uno di sinistro, l’altro di testa, che permisero alla Francia di pareggiare. Telefonò a Varraud di notte: «Hai visto che ho imparato?».