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 1998  settembre 16 Mercoledì calendario

Borsa. I lettori de ”Il Sole-24 Ore” che hanno investito in titoli azionari seguendo i consigli dati sull’autorevole quotidiano economico adesso si trovano a conteggiare le perdite

Borsa. I lettori de ”Il Sole-24 Ore” che hanno investito in titoli azionari seguendo i consigli dati sull’autorevole quotidiano economico adesso si trovano a conteggiare le perdite. Alcuni di loro si sono rivolti al giornale per cercare di limitare i danni. Sul numero del 16 settembre alcuni suggerimenti. Cosa deve fare una persona che abbia acquistato tra marzo e maggio 500 azioni Benetton (a 38.500 lire), 5.000 Snia Bpd rnc (a 2.300 lire) e 2.500 Parmalat (a 4.050 lire), per un totale di 131 milioni, e abbia già accumulato perdite per 13 milioni? Si può sperare di recuperare, almeno in parte, le perdite solo evitando di vendere nell’immediato, anche perché qualsiasi investimento azionario si valuta nel medio termine. importante diversificare gli investimenti: puntare solo sul comparto industriale espone alle crisi del settore. Per importi relativamente limitati, quindi, si deve ricorrere al risparmio gestito. Perché le azioni Fiat sono state raccomandate come uno strong buy, se il target price è passato dalle 11.500 lire del 15 giugno alle 4.894 lire di venerdì 11 settembre? Del buy di Giubergia Warburg su Fiat ha dato notizia il numero di sabato 13 giugno. L’articolo conteneva tuttavia due importanti avvertenze provenienti dagli stessi analisti di Giubergia Warburg: 1) che quel buy rappresentava un’indicazione di lungo periodo e 2) che comunque datava gennaio ’98, il periodo in cui era diventato ufficiale l’arrivo di Paolo Crespo al vertice del gruppo in sostituzione del presidente uscente Cesare Romiti. Quel consiglio era in altre parole viziato da ipotesi speculative, cioè dalla convinzione che l’annunciato arrivo di Crespo potesse dar luogo a qualche importante cambiamento dal quale la quotazione avrebbe potuto trarre beneficio. Nello stesso articolo si metteva in guardia il lettore sulla generale tendenza al peggioramento del mercato dell’auto e al declino delle quotazioni del settore automotivo in tutto il mondo. Sulla raccomandazione di Giubergia Warburg è tornato il numero di sabato 20 giugno nell’ambito di un articolo dedicato al bilancio Fiat. In quell’articolo raccomandavano il buy anche Banca Akros, Eptasim, Merril Lynch e Banca Sella, mentre Abn Amro, Deutsche Morgan Grenfell, Indosuez, Comit e Caboto esprimevano cautela. «Effettivamente nel giugno di quest’anno - precisano alla Giubergia Warburg - abbiamo redatto una ricerca sulla Fiat nella quale spiegavamo in 70 pagine per quali motivi e a quali condizioni il titolo avrebbe potuto essere attraente nel lungo termine e a quali rischi l’investitore sarebbe potuto andare incontro nel breve. E tra questi indicavamo la fine degli incentivi per la rottamazione sul mercato italiano e il rischio legato alla crisi dei mercati emergenti e in particolare del Brasile, dove Fiat vende oltre 500 mila auto. Il nostro buy e il nostro target price erano dunque molto argomentati e comunque riferiti a un arco temporale di un anno e mezzo-due. Non possiamo farci niente se il lettore, che certamente non è nostro cliente, si è formato un’opinione basandosi su informazioni parziali riportate sotto forma di indiscrezioni. Se fosse stato un investitore professionale nostro cliente e avesse letto fino in fondo il nostro documento avrebbe avuto adeguati elementi di giudizio». Chi abbia investito sulla Fiat dovrà aspettare a vendere, perché i titoli della casa automobilistica torinese non risaliranno prima dei prossimi tre-cinque anni.