Carlo Carena, ìIl Sole-24 Oreî 20/9/98, 21 settembre 1998
Paolo Baldan, docente a Padova, affrontando la critica del VI canto dell’Inferno della Divina Commedia, dà una nuova interpretazione del «veltro», enigmatica figura salvifica che farà morire la lupa nascendo «tra feltro e feltro», dagli studiosi identificata in un personaggio storico, Cristo, Can Grande, Arrigo VII, e sotto il fascismo in Mussolini
Paolo Baldan, docente a Padova, affrontando la critica del VI canto dell’Inferno della Divina Commedia, dà una nuova interpretazione del «veltro», enigmatica figura salvifica che farà morire la lupa nascendo «tra feltro e feltro», dagli studiosi identificata in un personaggio storico, Cristo, Can Grande, Arrigo VII, e sotto il fascismo in Mussolini. Baldan attribuisce al veltro il significato di carta, prodotta in Italia a iniziare dal Trecento, supporto su cui Dante vergava il suo poema e da lui elevata a simbolo della sua innovatività rispetto a un mondo avido, capzioso, curiale basato su bolle e contratti di pergamena: lo proverebbe il nome di un passagio del processo produttivo della carta, la feltratura, in cui la pasta veniva posta in fogli umidi tra due panni di feltro per venire spremuta dal torchio.