Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  settembre 23 Mercoledì calendario

Nel primo ventennio del secolo Pablo Picasso raccolse un archivio di 300 immagini tra fotografie, cartoline e fotogrammi: «immagini antiquate irreali» corrette con filtri e sovrapposizioni, alcune scattate da lui, accompagnate da cartoline che raffiguravano contadine in abiti regionali, attrici, toreri

Nel primo ventennio del secolo Pablo Picasso raccolse un archivio di 300 immagini tra fotografie, cartoline e fotogrammi: «immagini antiquate irreali» corrette con filtri e sovrapposizioni, alcune scattate da lui, accompagnate da cartoline che raffiguravano contadine in abiti regionali, attrici, toreri. Il pittore si serviva anche del fotogramma, poggiava l’oggetto sopra una carta sensibile impressionandone l’ombra sulla grana. Le fotografie mostravano a Picasso un altro punto di vista e spesso scriveva appunti sul retro di queste per ricordarsi le sensazioni del momento: « sono belle e mi piacciono perché sempre mi sorprendono». A volte fotografava i suoi quadri «vedo i miei quadri diversamente da come sono...L’immagine del quadro data da una fotografia corrisponde alla mia prima visione», altre volte eseguiva un quadro ispirandosi a queste, come in un olio del 1923 Paulo su un asino , tratto da una foto scattata al figlio ai giardini pubblici. A Firenze nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio è stata inaugurata una mostra - ”Picasso e la fotografia”- che commemora questa sua passione.