ìil Borgheseî 24/9/98, 23 settembre 1998
Nel primo ventennio del secolo Pablo Picasso raccolse un archivio di 300 immagini tra fotografie, cartoline e fotogrammi: «immagini antiquate irreali» corrette con filtri e sovrapposizioni, alcune scattate da lui, accompagnate da cartoline che raffiguravano contadine in abiti regionali, attrici, toreri
Nel primo ventennio del secolo Pablo Picasso raccolse un archivio di 300 immagini tra fotografie, cartoline e fotogrammi: «immagini antiquate irreali» corrette con filtri e sovrapposizioni, alcune scattate da lui, accompagnate da cartoline che raffiguravano contadine in abiti regionali, attrici, toreri. Il pittore si serviva anche del fotogramma, poggiava l’oggetto sopra una carta sensibile impressionandone l’ombra sulla grana. Le fotografie mostravano a Picasso un altro punto di vista e spesso scriveva appunti sul retro di queste per ricordarsi le sensazioni del momento: « sono belle e mi piacciono perché sempre mi sorprendono». A volte fotografava i suoi quadri «vedo i miei quadri diversamente da come sono...L’immagine del quadro data da una fotografia corrisponde alla mia prima visione», altre volte eseguiva un quadro ispirandosi a queste, come in un olio del 1923 Paulo su un asino , tratto da una foto scattata al figlio ai giardini pubblici. A Firenze nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio è stata inaugurata una mostra - ”Picasso e la fotografia”- che commemora questa sua passione.