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 1998  settembre 24 Giovedì calendario

Eugenio Montale conobbe la futura moglie Drusilla Tanzi, detta Mosca, nel 1927, quando si trasferì per lavoro da Genova a Firenze

Eugenio Montale conobbe la futura moglie Drusilla Tanzi, detta Mosca, nel 1927, quando si trasferì per lavoro da Genova a Firenze. A giugno di quell’anno scrisse ad Italo Svevo: «Ho conosciuto qui una simpatica e intelligente sua ammiratrice, parente stretta del Suo vecchio conoscente (o amico?) dottor E. Tanzi. Questa ex signorina Tanzi, che ha sposato il critico d’arte Matteo Marangoni, porta il bizzarro nome di Drusilla. una sveviana accanita, devota e intelligente, e perciò amica mia», e pregò lo scrittore di inviarle una copia della prima edizione del romanzo Senilità con dedica autografa. Il poeta si trasferì dai Marangoni (al pianterreno di via Varchi) nel giugno del ’29 in qualità di ospite pagante e vi rimase dieci anni durante i quali intrecciò una relazione con Drusilla e si innamorò della studiosa di letteratura italiana Irma Brandeis, che avrebbe voluto seguire in America e per la quale meditò il suicidio (1938: «Che altra uscita ho, tra il colpo di rivoltella e il... piroscafo?»). Nell’aprile del 1939, avendo il marito di lei scoperto la tresca, Montale e Mosca andarono a vivere insieme in un appartamento di viale Amendola (allora viale Duca di Genova) destando scandalo nella Firenze dell’epoca. Solo allora il poeta abbandonò definitivamente il progetto di raggiungere Irma in America. Drusilla morì nel ’63. I versi dedicati alla moglie sono meno belli di quelli dedicati a Irma, ma molto più belli di quelli dedicati ad Annalisa Cima, da tempo al centro delle polemiche sui versi postumi che il poeta le avrebbe lasciato in eredità, ed a Maria Luisa Spaziani (la «Volpe»). Montale dedicò poesie a diciannove donne.