Daniela Condorelli, ìD-la Repubblica delle Donneî 22/09/1998, 22 settembre 1998
Nel 1996 la soia geneticamente modificata costituiva lo 0,5 per cento del raccolto americano, quest’anno un terzo dei campi di soia sono coltivati con i semi della Monsanto, multinazionale dell’industria genetica con un fatturato che sfiora i 17 mila miliardi di lire
Nel 1996 la soia geneticamente modificata costituiva lo 0,5 per cento del raccolto americano, quest’anno un terzo dei campi di soia sono coltivati con i semi della Monsanto, multinazionale dell’industria genetica con un fatturato che sfiora i 17 mila miliardi di lire. I semi di soia transgenica costano un terzo in più di quelli tradizionali, ma permettono all’agricoltore di estirpare le erbacce con dosi maggiori di erbicida (il Roundup, prodotto sempre dalla Monsanto), che la soia naturale non sopporterebbe, con un vantaggio economico del 40 per cento per ettaro. Nel Nord America il 38 per cento della soia in vendita è geneticamente modificato.