Enrico Marro, ìCorriere della Seraî, Elena Polidori, ìla Repubblicaî 30/09/1998, 30 settembre 1998
Il presidente del Consiglio Romano Prodi vorrebbe investire le riserve in eccesso delle banche centrali europee, circa 100 miliardi di Ecu (200 mila miliardi di lire), per rilanciare l’occupazione attraverso la realizzazione di grandi infrastrutture nel settore delle telecomunicazionie e dei trasporti
Il presidente del Consiglio Romano Prodi vorrebbe investire le riserve in eccesso delle banche centrali europee, circa 100 miliardi di Ecu (200 mila miliardi di lire), per rilanciare l’occupazione attraverso la realizzazione di grandi infrastrutture nel settore delle telecomunicazionie e dei trasporti. L’idea è di utilizzare le riserve, che con l’unione monetaria sono ritenute in forte eccesso, per impieghi a lungo termine finalizzati alla realizzazione, in concorso con il capitale privato, delle grandi reti di servizio continentali. In questo modo si renderebbe più competitivo il sistema produttivo europeo e si creerebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro. Caute le reazioni delle banche centrali dei Paesi europei, gelose della loro autonomia sulla gestione delle riserve, e degli analisti finanziari, che consigliano prudenza, visti i rigidi impegni di disciplina di bilancio previsti dal patto di stabilità interno che vincolerà i Paesi dell’euro e le ricorrenti crisi sui mercati. Il presidente della Banca centrale europea Wim Duisenberg si è rifiutato di rispondere a chi gli chiedeva un parere sul piano italiano. Per cessioni consistenti delle proprie riserve le singole banche centrali devono chiedere l’autorizzazione alla Bce.