Massimo Fini, Il denaro ´Sterco del demonioª. Storia di uníaffascinante scommessa sul nulla, Marsilio, 1998, 9 ottobre 1998
«Per noi, buon amico, tutto oggi è d’oro, le aste, gli scudi, i ceppi, le corone... l’oro riduce schiavo chi è libero e liberi gli schiavi, assolve i rei, gli innocenti condanna, fa i muti facondi, riduce ogni eloquenza al silenzio
«Per noi, buon amico, tutto oggi è d’oro, le aste, gli scudi, i ceppi, le corone... l’oro riduce schiavo chi è libero e liberi gli schiavi, assolve i rei, gli innocenti condanna, fa i muti facondi, riduce ogni eloquenza al silenzio. Per esso principi i servi, e servi i principi, audaci i timidi, paurosi gli arditi, solleciti i pigri... asciuga i fiumi, feconda i campi, sconvolge i mari, adegua ai piani i monti, rompe ogni chiusa, assalta ed espugna fortezze, abbatte castelli... Ed è pur l’oro che le amicizie dei grandi, le illustri clientele e gli splendidi matrimoni procaccia: per virtù sua infatti vengono gli uomini in fama di nobili, di valorosi, di sapienti, di belli e (mirabile a dirsi) persin di santi: e solo i ricchi oggimai sono nelle città creduti dabbene, a essi soli quella fede che ai poveri si nega» (Petrarca, Epistule de rebus familiaris).