Massimo Fini, Il denaro ´Sterco del demonioª. Storia di uníaffascinante scommessa sul nulla, Marsilio, 1998, 9 ottobre 1998
«E’
stato calcolato che per ogni dollaro ”donato” dal Nord del mondo ai paesi del Sahel, ”a questi stessi paesi sono stati venduti tre, a volte cinque a volte addirittura undici dollari di prodotto finito”. Impossibilitati a coltivare la propria terra per il fabbisogno e attratti dal miraggio, dalle lusinghe, dai prodotti finiti del modello industriale gli agricoltori del Sahel lasciano i campi e immigrano in città dove si proletarizzano e sottoproletarizzano perdendo ogni autosufficienza e venendo a dipendere in tutto e per tutto dal meccanismo del denaro. Nel frattempo la terra abbandonata si desertifica creando così una situazione di non ritorno. [...] L’imprenditore internazionale paga la manodopera dei Paesi del Terzo Mondo in moneta locale, cioè debole, e vende poi sui mercati, in cambio di dollari, i prodotti così realizzati. L’imprenditore si arricchisce facilmente, ma nel contempo si impoverisce globakmente il paese in cui è andato a ”portare lo sviluppo”. [...] Agli inizi del Novecento l’Africa era autosufficiente dal punto di vista alimentare. Ancora nel 1961 lo era al 98%. Nel 1971 l’indice era sceso all’89% e nel 1978 al 78%».