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 1998  ottobre 09 Venerdì calendario

«Nel 1972, l’anno in cui il Sahel fu colpito più gravemente dalla siccità e dalla conseguente morte per fame, il governo degli Stati Uniti pagò ai suoi agricoltori tre miliardi di dollari perché lasciassero incolti 50 milioni di ettari che, se coltivati, sarebbero stati teoricamente più che sufficienti a sfamare le popolazioni del Sahel

«Nel 1972, l’anno in cui il Sahel fu colpito più gravemente dalla siccità e dalla conseguente morte per fame, il governo degli Stati Uniti pagò ai suoi agricoltori tre miliardi di dollari perché lasciassero incolti 50 milioni di ettari che, se coltivati, sarebbero stati teoricamente più che sufficienti a sfamare le popolazioni del Sahel. Lo scopo era provocare un consistente rialzo del prezzo del grano (che infatti negli successivi aumento del 25%) per poterlo vendere con maggior profitto sui mercati che contano. I ”morti di fame” del Sahel non avevano invece i quattrini sufficienti per comprare il grano a un prezzo interessante per i produttori americani [...] Il risultato di tutto questo è che nei Paesi del Terzo mondo aumenta, sia pur lentamente, la produzione agricola destinata all’esportazione e diminuisce, drasticamente e drammaticamente, la produzione di alimenti primari per la popolazione indigena».