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 1998  ottobre 10 Sabato calendario

Ansa SFIDUCIA: IL FILM DELLA GIORNATA / ANSA (ANSA) - ROMA, 9 OTT - Ecco la cronaca della giornata che ha visto, per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, cadere su un voto di fiducia un governo nel pieno dei poteri: ore 9:40 - Cominciano le dichiarazioni di voto

Ansa SFIDUCIA: IL FILM DELLA GIORNATA / ANSA (ANSA) - ROMA, 9 OTT - Ecco la cronaca della giornata che ha visto, per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, cadere su un voto di fiducia un governo nel pieno dei poteri: ore 9:40 - Cominciano le dichiarazioni di voto. 10:15 - Un applauso saluta l’ingresso in aula della deputata cossuttiana del Prc Emiliana Santoli, gravemente ammalata. 10:30 - Bertinotti: "Non ci avete ascoltato e per questo ci opporremo a questa maggioranza e a questa finanziaria". 10:40 - Rocco Buttiglione: "L’Udr potrebbe votare la finanziaria ma a condizione che Prodi si dimetta e la manovra non sia appesantita con concessioni a Cossutta". 11:20 - Oliviero Diliberto: "Avremo una maggioranza meno forte numericamente, ma più coesa e forte sul piano politico". 11:50 - Silvio Liotta, eletto nelle file di Fi, poi passato nel gruppo di Ri, annuncia che voterà contro il governo. 12:00 - Silvio Berlusconi: "Ancora non credo che questo governo possa non avere la fiducia. Noi non abbiamo mercanteggiato, mentre so che loro hanno promesso a deputati dell’opposizione posti di sottosegretario e assunzioni per figli e parenti". 13:00 - Tiziana Valpiana, deputata del Prc il cui voto era dato in forse, vota contro il governo. 13:05 - Dai banchi dell’opposizione si leva l’applauso che saluta il raggiungimento, sul tabellone elettronico, del numero di voti necessari per far cadere il governo. 13:09 - Il governo cade per un voto. Luciano Violante legge il risultato: 313 i no, 312 i sì. Dai banchi del Polo si grida ’a casa a casà e ’elezioni, elezioni". Veltroni abbraccia Prodi. D’Alema e Bertinotti restano impassibili. 13:10 - Prodi: "Non sono amareggiato. Anche ora la coerenza è stata grande". Arrivano gli altri commenti, D’Alema: "Si apre una crisi dagli esiti imprevedibili, nulla può essere escluso, neppure le elezioni". Berlusconi: "Un ottimo risultato, ora si vada al voto". Cossutta: "Oggi è davvero il giorno più ’faustò per Fini, Berlusconi e Previti". Cossiga: "L’Ulivo e questo centrosinistra erano già scomparsi". 14:10 - L’agenzia di stampa della Lega Nord rende nota l’espulsione di Elena Ciapusci, assente al voto. 14:15 - Lamberto Dini, annunciando l’espulsione di Liotta da Ri: "Vicende come questa si giocano sempre sul filo del rasoio. stato preso un rischio e ora affronteremo il cambiamento". 14:15 - Prodi sale al Quirinale e rassegna le dimissioni al Capo dello Stato. Scalfaro lo invita a restare in carica per il disbrigo degli affari correnti. 14:30 - Le diverse interpretazioni dei neocomunisti. Bertinotti: "Il voto di oggi dimostra che senza Rifondazione non esiste la maggioranza". Nerio Nesi: "Un giorno da non dimenticare per la sinistra italiana". Si profilano le prime ipotesi per l’immediato futuro: Cossutta è per un nuovo incarico a Prodi, ma a termine, limitato al tempo necessario per l’approvazione della legge finanziaria; Buttiglione ammette solo "un governo di grande coalizione o un governo tecnico". Contro il ricorso alle urne si schierano la componente ’liberalé di Fi e Mario Segni, che vuole che prima che si svolga il referendum antiproporzionale. Favorevole ad elezioni anticipate é invece Antonio Di Pietro. 16:20 - Ai giornalisti che gli chiedono cosa farà ora, dopo il voto di sfiducia, Prodi risponde sorridendo: "vado a casa". 16:30 - Viene resa nota la costituzione del nuovo gruppo parlamentare dei cossuttiani alla Camera, denominato per ora "Gruppo comunista". 17:00 - Vittorio Sgarbi: "L’operazione che ha portato alla caduta del governo è stata cucita pazientemente da me e dal sen. Giorgianni, che fu ingiustamente cacciato dal governo e se l’é legata al dito". Gigia Cannizzo, sindaco di Partinico (Palermo), distretto nel quale è stato eletto Silvio Liotta: "Non metta più piede qui. Non lo vogliamo". Nando Dalla Chiesa: "I mercenari non cambiano mai natura". 9 ottobre 1998