Ansa, 08/10/1998, 8 ottobre 1998
La minaccia di un’arma nucleare compare ufficialmente per la prima volta sulla scena militare europea nel gennaio 1944, secondo documenti segreti britannici conservati negli archivi di stato e pubblicati ora per la prima volta
La minaccia di un’arma nucleare compare ufficialmente per la prima volta sulla scena militare europea nel gennaio 1944, secondo documenti segreti britannici conservati negli archivi di stato e pubblicati ora per la prima volta. In realtà il rischio, scrive oggi il quotidiano britannico ’Daily Telegraph’, non era rappresentato da una sofistica bomba nucleare tedesca, che gli alleati sapevano essere ancora molto lontana dalla realizzazione, ma dal possibile uso di molto più grezza polvere radioattiva gettata dagli aerei o lasciata in mine terrestri pronte a esplodere dopo la ritirata tedesca. La paura di essere bersagliati con radiazioni nucleari agli americani non passò mai del tutto, come conferma la presenza di 12 contatori Geiger nell’arsenale di armi e strumenti che erano a bordo dei mezzi da sbarco con i quali il 6 giugno 1944, il D- Day, gli Alleati avviarono la liberazione dell’Europa. Gli americani, nell’ambito dei preparativi per lo sbarco in Normandia, avvertirono il governo britannico guidato all’epoca da Winston Churchill di questa possibilità. Sir John Anderson, all’epoca cancelliere dello Scacchiere responsabile per ’Tube Alloy’(’Lega per tubì, come si chiamava il contributo britannico al ’Progetto Manhattan’degli Usa), il 7 gennaio 1944 scrisse al generale Hastings Ismay, con la preghiera di far circolare le informazioni per i preparativi del caso.Il comandante militare alleato, il futuro presidente Usa Ike Eisenhower, fece scrivere ai responsabili medici anche britannici affinché fosse segnalato l’insorgere di qualsiasi forma sconosciuta di influenza. In realtà si cercava di individuare fin dall’inizio i sintomi di malattie provocate dalle radiazioni. Anche ai fotografi e ai giornalisti militari americani e britannici fu chiesto di segnalare i rollini fotografici ombrati, con la scusa ufficiale di una partita avariata, ma in realtà per sapere subito se erano stati esposti a radiazioni. Tra gli esperti di fisica che lavoravano in quel periodo al laboratorio di Teddington, nel sud di Londra, furono scelti 44 nomi di persone da dotare di contatori Geiger e inviare subito in Normandia in caso di necessità. Gli interessati non lo vennero mai a sapere, anche perché il loro contributo non fu necessario. Mentre le autorità prendevano tutte le precauzioni del caso, i servizi segreti britannici Mi6, insieme con quelli di tutte le altre forze alleate, cercarono di scoprire se Adolf Hitler nel suo arsenale aveva anche armi atomiche. Poche settimane prima di giugno, l’Mi6 escluse qualsiasi ricorso a armi atomiche. E ebbe ragione.