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 1998  ottobre 13 Martedì calendario

Bob Kennedy uccise il 4 agosto 1962 Marilyn Monroe con un’iniezione che sarebbe bastata per 15 uomini per timore che l’attrice, messa alla porta da lui e dal fratello John dopo aver avuto una relazione con entrambi, rivelasse tutto alla stampa e pubblicasse il «libro dei segreti», un quadernetto rosso su cui annotava gli appuntamenti ed i segreti che i due le rivelavano durante gli amplessi

Bob Kennedy uccise il 4 agosto 1962 Marilyn Monroe con un’iniezione che sarebbe bastata per 15 uomini per timore che l’attrice, messa alla porta da lui e dal fratello John dopo aver avuto una relazione con entrambi, rivelasse tutto alla stampa e pubblicasse il «libro dei segreti», un quadernetto rosso su cui annotava gli appuntamenti ed i segreti che i due le rivelavano durante gli amplessi. Lo sostiene Donald H. Wolfe nel libro L’assassinio di Marilyn Monroe. Il detective privato Fred Otash, che pensava di lavorare per il leader sindacale Jimmy Hoffa, poi scomparso misteriosamente, mentre a manovrare tutto, come scoprì in seguito, era la Cia: «Nel giorno in cui Marilyn morì ci fu un drammatico litigio fra lei e Bobby Kennedy, durante il quale Marilyn esclamò: ”Mi sento presa in giro. Mi sento usata. Mi sento come un pezzo di carne”. Ci fu una colluttazione, con Kennedy che gridava: ”Dov’è? Dove diavolo è? Devo averlo! La mia famiglia pagherà per averlo!”». Si trattava del «libro dei segreti», secondo Wolfe, che accusa Frank Sinatra e il boss mafioso Sam Giancana di aver organizzato in casa dell’attore un’orgia in cui Marilyn fu drogata, violentata e fotografata per essere poi ricattata affinché tacesse sui suoi legami sentimentali con i fratelli Kennedy.