Carla Massi, ìIl Messaggeroî 13/10/98, 13 ottobre 1998
Per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale si è abbassata la vita media degli europei (dai 73,4 anni del ’91 ai 72,4 del ’94) per l’alto tasso di mortalità dell’ex Unione sovietica: in media 15 anni meno che in Inghilterra (nella Repubblica Ceca la mortalità è aumentata del 77 per cento, la vita media di un uomo russo è 59 anni, al di sotto dell’età pensionabile)
Per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale si è abbassata la vita media degli europei (dai 73,4 anni del ’91 ai 72,4 del ’94) per l’alto tasso di mortalità dell’ex Unione sovietica: in media 15 anni meno che in Inghilterra (nella Repubblica Ceca la mortalità è aumentata del 77 per cento, la vita media di un uomo russo è 59 anni, al di sotto dell’età pensionabile). L’Italia è terza in graduatoria: dopo Svezia e Grecia per gli uomini (74 anni), dopo Francia e Spagna per le donne (80 anni e mezzo). Cause di morte in Italia: malattie cardiovascolari, 43,8 % (47,9% nell’80); tumori, 28 % (22,3% nell’80); apparato respiratorio: 5,8 % (7,1% nell’80); apparato digerente: 5,1% (6% nell’80); traumi e avvelenamenti: 5,1 % (5,6% nell’80); stati morbosi mal definiti: 2% (2,6% nell’80); disturbi del sistema nervoso: 3% (1,4% nell’80), malanttie infettive: 1,1% (0,6% nell’80); altre cause: 6,1% (6,5% nell’80).