Maurizio Porro, ìCorriere della Seraî 12/10/1998, 12 ottobre 1998
All’inizio di Saffo e Priapo (1920), cortometraggio porno girato in una casa di tolleranza con due lavoratrici del ramo, appare la scritta: «Canovaccio e didascalie di Gabriele D’Annunzio»
All’inizio di Saffo e Priapo (1920), cortometraggio porno girato in una casa di tolleranza con due lavoratrici del ramo, appare la scritta: «Canovaccio e didascalie di Gabriele D’Annunzio». Il ricercatore Cherchi Usai: «Esisteva un circuito sotterraneo di questa produzione clandestina che le cineteche conservano in cantine chiamate non a caso ”Inferni” e di cui Saffo e Priapo fa parte. Circolavano nei bordelli, negli smoking parties e lo scrittore non poteva impedirne la diffusione, era lui l’oggetto del ricalco: come oggi, con tutto il rispetto, sarebbe Umberto Eco». Trama: una certa Syby nel giorno del suo compleanno aspetta la sua amante Adriana; arriva un pacco regalo con un fallo di legno; le due donne si danno alla pazza gioia; incontro con un frate, che dopo aver punito la cameriera guardona viene a sua volta punito con l’arnese finto (la penetrazione è fuori campo). Le didascalie: «Le tue labbra sono i margini di un’ardente ferita aperta dalla tua lingua come da stilo acuminato». D’Annunzio scrisse per il cinema le didascalie del Kolossal Cabiria (compenso: 50 mila lire).