il manifesto, 13/10/1998, 13 ottobre 1998
Lui, dopo il sì della sposa vestita di bianco alla domanda rituale davanti all’altare: «Non è me che devi sposare, ma il tuo amante, che sta seduto in prima fila e che doveva farmi da testimone»
Lui, dopo il sì della sposa vestita di bianco alla domanda rituale davanti all’altare: «Non è me che devi sposare, ma il tuo amante, che sta seduto in prima fila e che doveva farmi da testimone». Seguono grida insulti svenimenti e due ceffoni, allungati al presunto amante dalla moglie che gli sedeva accanto e che ha appreso così la notizia dell’adulterio. Nella chiesa della Madonna della neve, a S. Lucia del Mela (Messina).