Enzo Piergianni, ìCorriere dello Sportî 20/10/1998, 20 ottobre 1998
Michael Schumacher, da sette anni domiciliato all’estero (prima a Montecarlo, poi in Svizzera, nei pressi del lago di Ginevra) non tornerà mai a vivere in patria: «La Germania sarebbe per i bambini il posto peggiore per crescere, la celebrità del padre li opprimerebbe»
Michael Schumacher, da sette anni domiciliato all’estero (prima a Montecarlo, poi in Svizzera, nei pressi del lago di Ginevra) non tornerà mai a vivere in patria: «La Germania sarebbe per i bambini il posto peggiore per crescere, la celebrità del padre li opprimerebbe». Lui stesso comincia a sentirsi a disagio: «Staccherei volentieri la spina, vorrei non essere Michael Schumacher». Continuando a pagare «parecchie tasse» in Germania, vorrebbe una semplificazione del sistema fiscale tedesco: «Non è una bugia quando dico che devo affidarmi a quattro avvocati per non dovermi trovare con un piede in carcere. Sono immensi costi aggiuntivi». Ritiene giusto un aumento del prezzo della benzina («coloro che inquinano l’aria possono anche pagare di più») e consiglia di usare più spesso i mezzi pubblici (lui vola con l’aereo personale).