Donatella Stasio, ཿIl Sole-24 Ore 20/10/1998, 20 ottobre 1998
Negli ultimi due anni i parlamentari messi sotto inchiesta dalla magistratura che si sono appellati all’art
Negli ultimi due anni i parlamentari messi sotto inchiesta dalla magistratura che si sono appellati all’art. 68 della Costituzione (insindacabilità di affermazioni e giudizi pronunciati da deputati e senatori) sono stati 108 mentre l’assemblea parlamentare ha concesso l’autorizzazione a procedere solo nel 10% dei casi presi in esame. Nelle ultime legislature la tendenza dell’aula a respingere le richieste si è accentuata con il risultato che i giudici si appellano molto di più alla Corte Costituzionale: I ricorsi sull’art.68 presentati da inizio legislatura sono 23, il 69% di tutti quelli registrati negli ultimi 50 anni. Rapporti già tesi tra politica e magistratura che potrebbero inasprirsi se dovesse passare un emendamento del Polo, già approvato in Commissione Affari Costitizionali, dove si estende la tutela dell’attività del deputato « ... indipendentemente dal senso letterale adoperato e dai concessi espressi... anche quando viene espletata al di fuori dal Parlamento». I deputati che hanno collezionato il maggior numero di procedimenti sono Vittorio Sgarbi 51 e Umberto Bossi 38, anche il presidente del Consiglio D’Alema ne ha 2 in attesa di giudizio. Gli unici parlamentari che hanno accettato di farsi giudicare rinunciando alla prerogativa dell’insindacabilità sono i senatori Pino Arlacchi e Giuseppe Ayala e il presidente della Camera Luciano Violante.