Cesare Martinetti, La Stampa 26/10/1998, 26 ottobre 1998
Francesco Cossiga giudica «eversiva» la destra che ha manifestato a Roma il 24 ottobre: «Non si aizza un milione di persone contro il Capo dello Stato, non si dà la caccia a un comunismo che non c’è più, non si evocano il clima della guerra fredda e i fantasmi del passato: è un crimine contro la coscienza del Paese appena risanata»
Francesco Cossiga giudica «eversiva» la destra che ha manifestato a Roma il 24 ottobre: «Non si aizza un milione di persone contro il Capo dello Stato, non si dà la caccia a un comunismo che non c’è più, non si evocano il clima della guerra fredda e i fantasmi del passato: è un crimine contro la coscienza del Paese appena risanata». L’ex presidente della Repubblica, che ha annunciato per conto dell’Udr un progetto di legge contro il conflitto di interessi per «cacciare l’onorevole Berlusconi dalla politica» («Quando si hanno quattro televisioni, 14 mila miliardi, quando non si può distinguere tra interessi personali e interessi di partito, non si può guidare una forza politica»), ritiene che Fini, per fare una seria opposizione, dovrebbe sganciarsi da Berlusconi: «Con Fini ci siamo sempre intesi, in tante di quelle cose che il Cavaliere nemmeno si immagina, ma per ora noi da An siamo distinti e distanti».