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 1998  ottobre 28 Mercoledì calendario

Camorristi. A Secondigliano il figlio tredicenne di un camorrista ha fatto pestare a sangue nella sala per i colloqui della scuola media ”Pascoli II” l’insegnante di educazione tecnica che lo aveva rimproverato

Camorristi. A Secondigliano il figlio tredicenne di un camorrista ha fatto pestare a sangue nella sala per i colloqui della scuola media ”Pascoli II” l’insegnante di educazione tecnica che lo aveva rimproverato. Cosimo Infante, 52 anni, è stato aggredito da tre uomini che si erano spacciati per parenti del ragazzo, riportando la frattura del mignolo e ferite alle testa medicate con bende e cerotti. Il preside Felice Pirozzi è stato rimosso dall’incarico per aver tenuto nascosto l’episodio per quattro giorni, senza informare le autorità scolastiche né gli organi di polizia, messi al corrente dell’aggressione dalla vittima, e per aver detto di non ricordare il nome dell’alunno, che è adesso protetto e rispettato dai compagni e temuto dagli insegnanti. Alla ”Pascoli II” si è recato in visita il ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer, che l’ha definita «un’ottima scuola, con risultati superiori alla media nazionale, dove gli insegnanti fanno il loro dovere». Infante, che ha presentato una denuncia contro ignoti, ha chiesto il trasferimento. Nunzio, il presunto mandante, in quanto tredicenne non è imputabile, ma è stato interrogato come persona informata dei fatti. Le indagini per ricostruire l’episodio sono sgradite ai professori e agli alunni, che hanno accolto la nuova preside, Anna Sellitto, con i cori «Fuori, fuori» e con un tentativo di sciopero. I ragazzini, secondo i quali «’o professore ha alzato per primo le mani», hanno consegnato ai cronisti una lettera aperta: «Noi alunni siamo stati insultati ingiustamente per colpa di voi giornalisti che avete distrutto una persona. Noi sappiamo le cose giuste che il nostro preside ha fatto, per questi motivi e altri vogliamo che torni insieme a noi». Per loro, il preside Pirozzi è «n’ommo, perché qui nessuno parla e fa lo sbirro». I pregiudicati Ciro Cortese e Raffaele Paolo, entrambi 20 anni, e Giovanni Montemurro, 48, si sono presentati spontaneamente dal magistrato dando la loro versione dei fatti, che coinciderebbe con le dichiarazioni di alcuni alunni e dipendenti della ”Pascoli II”. Il 22 ottobre il professor Infante avrebbe rimproverato aspramente una bambina, provocando le reazioni del cuginetto Nunzio e di altri compagni di classe. Per tutta risposta, il docente avrebbe schiaffeggiato Nunzio («Mi ha stretto pure le mani alla gola», ha detto al pm) e un altro alunno. Quando Ciro Cortese, un fioraio con qualche precedente per contrabbando di sigarette, è arrivato per riaccompagnare a casa le due sorelle minori e Nunzio, vedendo i bambini in lacrime, si sarebbe recato nella sala per i colloqui, dove avrebbe aggredito Infante. Il preside Pirozzi li avrebbe divisi. Montemurro, a sua volta, avendo trovato in lacrime il figlio all’uscita da scuola, avrebbe chiesto all’amico Raffaele Paolo di accompagnarlo dal professore. Anche questo diverbio sarebbe sfociato in aggressione. Alla scena avrebbero assistito insegnanti e bidelli, molti dei quali hanno negato di conoscere gli aggressori.