Rossella Ripert, líUnit 30/10/1998; Fabrizio Dragosei, Corriere della Sera 31/10/1998, 30 ottobre 1998
Russia Boris Eltsin, malato e ormai incapace di gestire il potere, è stato trasferito in una dacia a Soci, località turistica sul Mar Nero
Russia Boris Eltsin, malato e ormai incapace di gestire il potere, è stato trasferito in una dacia a Soci, località turistica sul Mar Nero. In un prato vicino alla casa è parcheggiato l’elicottero presidenziale. Davanti alla spiaggia incrociano due cacciatorpediniere di guardia. Nella costruzione a due piani con enormi finestre e soffitti altissimi, Eltsin ha una sala cinema e il biliardo. Nei 40 ettari di agrumeti e palmizi, una piscina con acqua di mare riscaldata e campi da tennis che può solo guardare. Intanto a Mosca si è aperta la lotta per la successione. Demetrio Volcic, profondo conoscitore delle vicende russe: «Sarà una transizione tranquilla. Eltsin avrebbe dovuto resistere ancora cinque mesi sulla scena. E, soprattutto avrebbe dovuto andare a Vienna al vertice con gli europei perché con cinismo è stato stabilito che i soldi, quel miliardo e mezzo che la Russia avrebbe dovuto avere dall’Occidente, dovevano essere consegnati direttamente a lui. Al Cremlino hanno fatto di tutto per non far saltare quel summit. Ma alla fine è dovuto andare il premier Primakov, a cui il presidente ha delegato la gestione degli affari quotidiani e tutta la responsabilità del dossier economico. Eltsin è ormai fuori gioco. Tutti gli schieramenti politici avrebbero preferito che lui arrivasse al duemila, dal momento che ormai non poteva più nuocere. Avrebbero avuto più tempo per posizionarsi e prepararsi alla battaglia elettorale. Ma il presidente non è in grado di adempiere alle sue funzioni. Primakov, negli ultimi anni capo della polizia segreta, intellettuale ben visto dai progressisti, mediatore intelligente, è il più credibile e immediato successore. Comunque l’iter che verrà seguito non è chiaro. L’unica cosa certa è che Eltsin è politicamente finito».