ཿCorriere della Sera 1/11/98, 3/11/98, ཿla Repubblica3/11/98, ཿl’Unità 3/11/98, ཿLa Stampa 3-4/11/98, 4 novembre 1998
Giuliano Amato, ministro delle riforme istituzionali ha avuto l’incarico da D’Alema di mettere a punto nuova legge elettorale, per essere credibile ha bisogno di un largo consenso tra i partiti, anche fuori dalla maggioranza che appoggia D’Alema, così al ”Corriere della Sera” del 3/11/98: «I sistemi elettorali non sono religioni che assicurano la vita eterna a coloro che credono in essi
Giuliano Amato, ministro delle riforme istituzionali ha avuto l’incarico da D’Alema di mettere a punto nuova legge elettorale, per essere credibile ha bisogno di un largo consenso tra i partiti, anche fuori dalla maggioranza che appoggia D’Alema, così al ”Corriere della Sera” del 3/11/98: «I sistemi elettorali non sono religioni che assicurano la vita eterna a coloro che credono in essi. Sono momenti della nostra storia, strumenti sui quali si scaricano conflitti politici ben più vasti. Proprio perché in questi anni la critica al prorzionale è stata radicale e generalmente condivisa, non vedo come di potrebbe tornare indietro. Del resto nessuna riforma è sempre. I sistemi elettorali sono come il corpo umano: vanno incontro a sclerosi, vengono aggerediti da malattie. A qul punto vanno cambiati. Sapendo che prima o poi le patologie riemergeranno e bisognerà cambiare ancora... ». Sistema elettorale: meccanismo con il quale i voti espressi dagli elettori vengono trasformati in seggi alle assemblee (Parlamento, consigli regionali, provinciali e comunali). Tra i più adottati nel mondo il sistema proporzionale e quello maggioritario. Nei paesi dove si usa il maggioritario l’elezione dei rappresentanti avviene in ”collegi uninominali”, porzioni del territorio nazionale dove si assegna un solo seggio. I sistemi proporzionali sono sono fondati sul principio della corrispondenza tra i voti ottenuti dai diversi partiti e i seggi loro attribuiti. In Italia, dopo i referendum del 18 aprile 1993 i seggi delle due Camere sono assegnati con sistemi maggioritari temperati con quote di proporziopnale (al Senato la quota di recupero è più bassa). Il sistema italiano attuale (in vigore dal 1993) prende il nome dall’esponente del Ppi Sergio Mattarella che ne ha progettato la struttura (viene anche detto Mattarellum), i 630 deggi della Camera sono così assegnati: 475 deputati eletti con sistema maggioritario e 155 con sistema proporzionale, per questa seconda attribuzione vengono prese in esame solo le liste che hanno raggiunto il 4% dei voti validi, il meccanismo dello scorporo dei voti permette il riequilibrio a favore dei partiti minori. Aldilà dei sistemi, tutte le forze politiche si dicono daccordo nel cercare una formula che garantisca maggioranze più stabili, governi più duraturi. Le ipotesi su cui si discute sono 4. Doppio turno di coalizione (progetto della Bicamerale o ”patto della crostata”): prevede l’assegnazione del 55% dei seggi in collegi uninominali maggioritari e il 25 % con la proporzionale, il restante 20% diventa premio di maggioranza. Doppio turno di Collegio: tutti i seggi sono assegnati in collegi uninominali, al secondo turno (se nessuno raggiunge il 51%) passano i primi 4 candidati (proposta Sartori) o tutti quelli che hanno superato lo sbarramento del 7% (proposta D’Alema). Proposta Franceschini (vice presidente del Ppi): resta in vigore il sistema attuale ma una parte della quota proporzionale viene trasformata in premio di maggioranza da assseganare alla coalizione che supera il 40%. Proposta Lega Rifondazione: proporzionale puro con sbarramento del 5%. Schieramenti: Ppi, Forza Italia,Verdi, A.N., CCD, Rifondazione, Comunisti Italiani sono schierati, (nessuno in modo definitivo), sul doppio turno di coalizione; DS, Rinnovamento Italiano, UDR, Italia dei Valori, sono per il doppio turno di collegio. Silvio Berlusconi in una lettera al ”Corriere della Sera” di domenica 1° novembre :«Bisogna fare una legge che porti a rappresentare in maniera esatta la volontà popolare e che garantisca la stabilità, il bipolarismo e restituisca lo scettro alla sovranità popolare soprattutto evitando il trasformismo e i brogli». Gianfranco Fini a ”Repubblica” del 4/11/98:« E io ripeto che l’unico dialogo possibile è sulla legge elettorale: ovvero, sulle condizioni per rendere impossibile- domani- un governo politicamente illegittimo come questo... possibile un’intesa che parta dal punto di equilibrio della Bicamerale: un doppio turno di coalizione che rafforzi il bipolarismo e salvaguardi l’identità dei partiti, con un premiuo di maggioranza per garantire la stabilità». Armando Cossutta:« Una buona legge elettorale deve assicurare rappresentatività e stabilità. Rappresentatività significa che si deve prevedere una adeguata quota di proporzionale affinché il Parlamento sia lo specchio della società. Nello stesso tempo, va evitata la proliferazione di partiti e partitini, con una soglia di sbarramento...». (’Corriere della Sera” 3/11/98). Referendum, per trovare un accordo c’è tempo solo fino a gennaio, in quel mese la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’ammissibilità del referendum Segni-DiPietro per l’abolizione dell’intera quota proporzionale. Il referendum ha sostenitori in quasi tutti i partiti, Forza Italia è divisa tra un Franco Frattini che si è schierato con Di Pietro e Giuliano Urbani che promuove un comitato per il no al referendum, nei DS la corrente degli ulivisti (Occhetto, Petruccioli, Barbera) è tra i promotori. Gianfranco Fini si prepara ad appoggiarlo: «Se si trova un’intesa sulla legge elettorale, bene. Altrimenti c’è il referendum: e la legge la scriveranno gli italiani spazzando via la proporzionale». Antonio Di Petro: «L’attuale legge elettorale è un misto maggioritario- proporzionale che ha tradito lo spirito referendario del 1993. Per permettere ad alcuni partitini e d a taluni notabili di partito ormai logori di sopravvivere». La Corte Costituzionale ha già bocciato in due occasioni (nel 1995 e 1997) analoghi referendum presenta da Marco Pannella con la motivazione che in materia elettorale si devono accettare solo quesiti che non determino vuoti legislativi e lascino in piedi normative applicabili. Augusto Barbera, esperto di diritto costituzionale e promotore del referendum: «Abbiamo tenuto conto di questo orientamento e fatto tesoro dell’esperienza negativa di Marco Pannella, il nostro quesito è infatti autoapplicativo, il 25% di quota proporzionale cancellata viene copertoii facendo ricorso ai candidati ”meglio perdenti” in ciascuna circoscrizione... in questo modo vengono coperti tutti i 630 seggi della Camera dei Deputati. Collegata alla riforma della legge elettorale è la discussione sulla nuova forma di governo. Per il doppio turno di collegio sarebbe previsto il semipresidenzialismo mutuato dal modello francese: il presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale con ballottaggio tra i primi due candidati, al capo dello stato spetta la nomina del primo ministro, può scegliere il parlamento e chiedere il riesame delle leggi. Nel doppio turno di coalizione il modello è quello tedesco il cancelliere viene scelto con fiducia ad personam dalla camera bassa. Altre proposte quelle di Cesare Salvi e Guliano Amato, nella prima si prevede il collegamento del premier alle liste dei candidati mentre nelal seconda il premier viene eletto direttamente dal popolo. Giovanni Sartori: «Quanto all’elezione diretta del premier è la peggiore soluzione costituzionale mai escogitata nel mondo, che oggi esiste solo in Israele, con i risultati che abbiamo visto. un sistema pericoloso con quella sua rigidità che non permette di rimediare a una scelta sbagliata. E l’errore, quando ci si affida al voto diretto, è probabile...».