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 1998  ottobre 26 Lunedì calendario

Euro. Il basso tasso di crescita dell’economia europea è dovuto all’eccessiva impronta monetarista del patto di stabilità che regolerà la convivenza degli undici Stati autonomi e sovrani dell’Euro

Euro. Il basso tasso di crescita dell’economia europea è dovuto all’eccessiva impronta monetarista del patto di stabilità che regolerà la convivenza degli undici Stati autonomi e sovrani dell’Euro. La compressione dei disavanzi imposta dai «parametri» ha rallentato lo sviluppo perché non sono contestualmente aumentati gli investimenti dell’imprenditoria privata, incapace di riformulare strategie e programmi operativi nei tempi brevi imposti dall’aggiustamento delle finanze pubbliche. I governi chiedono tassi più bassi e una gestione della moneta più accomodante per sostenere la crescita e rilanciare l’occupazione, ma la Banca centrale europea non intende rivedere il patto di stabilità, i cui obiettivi devono essere raggiunti entro il 31 dicembre per dar vita alla moneta unica a partire dal primo gennaio ’99. Secondo il presidente della Bce Wim Duisenberg, un eventuale rilassamento fiscale provocherebbe una ventata di aumenti salariali ed intaccherebbe il clima di fiducia con spinte inflazionistiche difficilmente controllabili. Il ministro delle Finanze tedesco Oskar Lafontaine ritiene che la politica monetaria, in fatto di tassi e di manovre sulla liquidità, debba contribuire a diminuire la disoccupazione: « il trattato di Maastricht che prescrive esplicitamente alla Bce e alle banche centrali l’obbligo di sostenere le politiche economiche dei rispettivi governi il cui obiettivo primario oggi è la lotta alla disoccupazione». Al cancelliere Schröder, che ha chiesto alla Bundesbank, e quindi alla Bce, di sostenere le politiche di sviluppo del governo, Duisenberg ha replicato che il trattato contribuisce a queste politiche nella misura in cui ciò non urta l’obiettivo della stabilità dei prezzi. Oggi la media dei tassi nei paesi Ue è del 3,75 per cento: il tasso di riferimento euro dal primo gennaio ’99 sarà del 3,3 per cento. Le pressioni dei governi socialdemocratici europei potrebbero determinare la combinazione che si produsse negl Stati Uniti sotto la presidenza Reagan, quando una politica fiscale di detassazione generatrice di disavanzo pubblico e una politica monetaria restrittiva spinsero in alto il dollaro. Il rischio di un euro troppo forte in realtà non si corre perché, mentre negli Stati Uniti si ridussero le tasse, in Europa si aumenterebbe la spesa. In ogni caso, con l’unione monetaria il peso del commercio con l’estero si ridurrà, perché la maggior parte diventerà commercio interno nell’area euro.