Sergio Trombetta, Panorama 12/11/1998, 12 novembre 1998
Elisabeth Ohlson, fotografa lesbica militante e cristiana, ha realizzato un servizio di 12 fotografie che ricostruisce la vita di Cristo in chiave gay: nella nascita, il Bambino ha accanto padre e madre ciascuno con il nuovo partner omo; nel battesimo, San Giovanni Battista con una mano versa l’acqua sul capo di Gesù e appoggia l’altra sul fianco del Salvatore, la cui nudità rivela una certa eccitazione; nel tradimento di Giuda, Gesù ha il triangolo rosa appuntato al petto e i soldati romani sono abbigliati come neonazisti; nella Pietà, la Madonna tiene sulle ginocchia Gesù con una flebo nel braccio
Elisabeth Ohlson, fotografa lesbica militante e cristiana, ha realizzato un servizio di 12 fotografie che ricostruisce la vita di Cristo in chiave gay: nella nascita, il Bambino ha accanto padre e madre ciascuno con il nuovo partner omo; nel battesimo, San Giovanni Battista con una mano versa l’acqua sul capo di Gesù e appoggia l’altra sul fianco del Salvatore, la cui nudità rivela una certa eccitazione; nel tradimento di Giuda, Gesù ha il triangolo rosa appuntato al petto e i soldati romani sono abbigliati come neonazisti; nella Pietà, la Madonna tiene sulle ginocchia Gesù con una flebo nel braccio. Proiettate, su iniziativa dell’arcivescovo luterano K. G. Hammar, nella cattedrale di Uppsala davanti a 12 mila fedeli durante le giornate dell’orgoglio omosessuale, le foto hanno fatto insorgere anche i preti gay, come Lars Gardfeld di Göteborg, che si è chiesto «se esiste uno spazio per i gay nella casa del Signore».