Gianpiero Borella, ìPanoramaî 12/11/1998, 12 novembre 1998
Scimmie. Nel 1969 Allen e Beatrix Gardner dell’università di Reno annunciarono che uno scimpanzé di nome Washoe aveva imparato con il linguaggio dei sordomuti più di trenta segni che usava per avanzare richieste e fare conversazione
Scimmie. Nel 1969 Allen e Beatrix Gardner dell’università di Reno annunciarono che uno scimpanzé di nome Washoe aveva imparato con il linguaggio dei sordomuti più di trenta segni che usava per avanzare richieste e fare conversazione. Negli anni successivi Herbert Terrace insegnò ad uno scimpanzé un vocabolario di 125 segni, scoprendo che l’animale non riusciva a creare frasi personalizzate. Alla fine degli anni Settanta Guy Woodruff e David Premarck dell’università della Pennsylvania insegnarono ad alcuni scimpanzé a scegliere fra due oggetti uno fisicamente identico a un terzo. Di fronte ad un bicchiere mezzo pieno di liquido blu, gli scimpanzé riuscivano a scegliere fra lo stesso bicchiere presentato successivamente e un altro pieno per tre quarti, e fra una mezza mela e tre quarti di mela. Quando lo stimolo iniziale era un quarto di mela e mezzo bicchiere e la scelta fra un disco intero e tre quarti di disco, gli scimpanzé sceglievano il secondo con una frequenza molto superiore a quella prevista dal calcolo delle probabilità. Quest’anno uno studio condotto per un paio di mesi su due scimmie rhesus da Elisabeth Brannon e Herbert Terrace della Columbia University di New York ha mostrato che l’abilità matematica delle scimmie, le quali saprebbero contare fino a nove, equivale a quella di un bambino di due-tre anni.