Michele Serra, ìla Repubblicaî 13/11/98, 13 novembre 1998
Provinciali. Il 29 novembre a si terranno le elezioni per la presidenza della Provincia di Roma. Spartacus: «Qui eravamo tutti comunisti con due emme, de quelli co’ la falce e er martello qui, in mezzo’a la fronte: mbè, da noi manco uno je darà più un voto a sta manica de zozzoni, er voto annamo a dà magari a Alleanza nazionale, arto che» (Paolo Guzzanti, ”La Stampa” 10/11/98)
Provinciali. Il 29 novembre a si terranno le elezioni per la presidenza della Provincia di Roma. Spartacus: «Qui eravamo tutti comunisti con due emme, de quelli co’ la falce e er martello qui, in mezzo’a la fronte: mbè, da noi manco uno je darà più un voto a sta manica de zozzoni, er voto annamo a dà magari a Alleanza nazionale, arto che» (Paolo Guzzanti, ”La Stampa” 10/11/98). Alleanza Nazionale sostiene i tassisti e ha offerto la difesa gratuita a quelli denunciati per la manifestazione davanti alla Fiera di Roma, dove Gianfranco Fini ha incontrato una delegazione, che lo ha ringraziato per l’appoggio con un modellino di taxi (’Il Giornale” 11/11/98). Spartacus: «Sul nostro cartello abbiamo scritto: eravamo rossi, ci avete aftto neri. Certo che ero di sinistra. Avevo otto anni, quando entrai nella sezione comunista della Bufalotta, ricordo ancora la grande bandiera rossa. Ma ora il mio slogan è ”destra e sinistra, in mezzo c’è il tassista”. Oggi ci hanno denunciati. Ma che abbiamo fatto? Abbiamo disturbato Baffino D’Alema? E pazienza. Ma ai partiti dico: attenti a come ve movete: noi tassisti siamo tanti. Perciò stessero in campana, che il bello deve ancora venire»(Sebastiano Messina, ”la Repubblica 7/11/98). Francesco Rutelli: «La destra sta strumentalizzando la situazione dimostrando di aver ormai gettato la spugna rispetto alle responsabilità di governo. necessario far valere le regole della convivenza civile che non può basarsi sulla prepotenza di piccoli gruppi e fare uno sforzo per servire meglio la comunità. La destra invece resta abbarbicata a difesa di posizioni negative» (l.c., ”la Repubblica” 8/11/98). Francesco Storace: «La sinistra è sempre più arrogante, ma verserà lacrime amare, sul traffico Rutelli è fuori strada. E perché dicono che, allungando i turni, vogliono dare lavoro ai figli dei tassisti? Non potrebbero diventare avvocati o medici?» (Paolo Boccacci, ”la Repubblica” 11/11/98). Gianfranco Fini: «Rutelli mi fa un baffo quando parla di destra sfascista che cavalca le proteste: dovrebbe chiedersi invece perché i tassisti romani che erano a sinistra ora stanno con An e protestano»; «Ma è un discorso classista: dove sta scritto che il figlio di un tassista debba fare il tasista?». Piero Giannelli, segretario provinciale dell’Ait campana: «Se cede Roma, la liberalizzazione di una sinistra che da una parte sperimenta le 35 ore settimanali e dall’altra vuol farci lavorare 15 ore al giorno, passerà in tutta Italia. Se non li blocchiamo adesso è la fine» (Fabio Carosi, ”Il Messaggero” 11/11/98; ”il Giornale” 11/11/98). Walter Tocci: « pazzesco che Forza Italia, che si fa paladina del mercato, difenda una logica da corporazione. E An vorrebbe la solita vecchia Italietta, con rigidi vincoli burocratici per tutto e poi il lavoro nero, le furbizie, il ”dotto’, me chiami a me che je faccio lo sconto”» (pa.boc., ”la Repubblica” 13/11/98). Sandro Amici, Lista Civica: «Forza Italia ha perso l’occasione per dare un segnale liberista. Alcuni amici azzurri mi hanno detto: ”non ce la facciamo, An è troppo forte”» (Albero Mattoni, ”la Repubblica” 13/11/98). «Con dieci corse a testa possono raggiungere ogni giorno sessantamila persone, alle quali raccontare per sessantamila volte che ”Rutelli ce mandasse su moje a lavorà”, che ”se Tocci è un assessore, il Titanic era un pattino” e che alla vigilia edl Giubileo ”gli ultimi cristi der millennio semo noi: dopo arriva Allah, o al limite Maometto”. Più che gli ultimi cristi sono i barbieri del nostro tempo» (Massimo Gramellini, ”La Stampa” 13/11/98). Ribaltoni. «Si parla tanto, e giustamente, dei ribaltoni e dei ribaltini di palazzo, ma l’Italiano della strada ha della politica la medesima concezione mastelliana: sto con chi mi tratta meglio».